Fiabe e favole 2/3 - LE FIABE

Fiabe e favole 2/3 - LE FIABE

"Leggi le fiabe! Nelle fiabe c'è tutto, tutta la vita, tutto quello che è necessario sapere per vivere!" - L. Marinangeli

 

Se quando ti dico "fiabe" ti vengono in mente i film della Disney oppure versioni edulcorate di Cenerentola e Biancaneve, allora ci sta che tu ce l'abbia con le fiabe e che ti disturbi il fatto che le principesse sono sempre in attesa che qualche principe venga a salvarle.

Io, come te, gioivo quando vedevo qualche versione moderna in cui la principessa si salvava da sola o addirittura salvava il principe. Tuttavia, poi ho scoperto l'interpretazione che Rudolf Steiner dà alla fiaba, quella "originale," e mi si è aperto un mondo.

Tra le virgolette, "fiaba originale," perché le fiabe nascono come racconti orali e quindi venivano naturalmente cambiate un po' con ogni persona che le raccontava, finché persone illuminate come i Fratelli Grimm hanno deciso di mettere una versione nero su bianco nel 1812.

I Fratelli Grimm hanno trascorso molti anni a raccogliere e documentare queste storie, viaggiando per la Germania e intervistando contadini, anziani e narratori popolari per registrare queste tradizioni orali e preservare il ricco patrimonio delle fiabe tedesche e la loro cultura popolare. 

Le fiabe dei Fratelli Grimm hanno avuto un'influenza significativa sulla letteratura per l'infanzia e sono ampiamente lette e amate ancora oggi in tutto il mondo.

Ma torniamo a Steiner, che considerava la fiaba l'elemento cardine della formazione dell'uomo. Come mai?

Secondo Steiner, nelle fiabe, l'uomo, quindi il lettore, viene rappresentato in tutte le sue parti.  

Il re rappresenta l'immagine di noi maturi, regali, l'ideale a cui aspirare.
Il principe, invece, deve ancora superare molte prove per guadagnarsi il posto del re, combatte il drago, cioè il proprio Io che si afferma e porta all'evoluzione dell'individuo.
La principessa è la nostra anima pura, sensibile, sempre in pericolo e minacciata dalla parte più oscura rappresentata con la figura della strega o del lupo/drago.
Le fate che regalano soluzioni e consigli saggi rappresentano la nostra coscienza, il nostro intuito che ci viene in aiuto per affrontare la vita con coraggio e avere uno strumento in più per risolvere i problemi con astuzia e speranza, affinché possiamo uscirne vittoriosi e "vivere per sempre felici e contenti."

Questa è l'interpretazione delle fiabe seguendo il modello dettato dalla ricerca spirituale. È un'interpretazione che mi piace molto e che condivido con voi. Tuttavia, vi anticipo che ci sono anche altre interpretazioni fornite da studiosi del settore, che sono ancora alla ricerca di scoprire il significato nascosto nel linguaggio segreto delle fiabe e l'aiuto concreto che possono dare alle persone di tutte le età.

Potremo parlare per giorni delle fiabe ma adesso andiamo nel concreto perché siamo genitori e abbiamo poco tempo a disposizione, quindi QUANDO iniziare a raccontare le fiabe ai bambini?

A partire dai 3/4 anni, facendo attenzione a scegliere fiabe che descrivono un destino semplice come Cappuccetto rosso, Rosaspina, Biancaneve, I sette capretti, La pappa dolce, La rapa gigante, Riccioli d’oro e i tre orsi, L’omino di pan di zenzero, I tre porcellini, Masha e Orso (sì, è una fiaba antica russa anche se il cartone animato è più famoso adesso), Il brutto anatroccolo, I cigni selvatici. 

Dopo i 5 anni aggiungiamo le fiabe un po’ più complesse dove c’è una lotta tra il bene e il male per il dominio dell’animo umano. È molto importante fare attenzione all’età dei bambini nella scelta della fiaba per assicurarci che siano in grado di seguire l’intreccio del racconto. Proposte fiabe per questa età: La pioggia di stelle, I musicanti di Brema, Il principe ranocchio, Hansel e Gretel, Pollicino.

Dopo i 6 anni iniziamo a raccontare di personaggi con un’esperienza personale di sofferenza perché anche i bimbi di questa età iniziano a distaccarsi dalla prima parte dolce dell’infanzia, iniziano a perdere i denti, si preparano per il percorso scolastico, quindi sono consigliate fiabe come: Cenerentola, Raperonzolo, I tre uccellini, Fratellino e Sorellina (tutte fiabe di Grimm che trovate nel volume completo).

Dopo i 7 anni i bambini entrano in una fase di trasformazione, lo sviluppo degli organi si completa, spuntano i denti definitivi e si intravede il bisogno di una persona di riferimento, un modello morale e spirituale, un eroe da seguire quindi si iniziano a proporre leggende e miti che ci vengono in aiuto per gestire il temperamento dei bambini che selezionerà attentamente coloro da cui accetterebbe di lasciarsi guidare e in cui riporre fiducia. 

L’età è sempre soggettiva e solo il genitore che vive il bambino tutti i giorni, dopo aver prima letto e studiato le fiabe potrà decidere quale scegliere per quel momento della loro vita. 

Un’altra indicazione è raccontare la stessa fiaba per una settimana per dare il tempo al bambino/a di comprenderla e farla sua. 

E riguardo al momento della giornata, meglio raccontarle la sera, poiché hanno un ambientazione ed un approccio sognante.

Ok ma COME raccontare le fiabe ai bambini?

Sempre nella pedagogia steineriana viene consigliato di non leggere ma studiarsi i testi delle fiabe prima, per poi raccontarle ai bambini senza l’aiuto delle immagini. Così facendo evitiamo di limitare la loro immaginazione, via libera al crearsi le proprie immagini nella testa riguardo alla brutta strega e al lupo cattivo che non faranno troppa paura perché sono frutto della loro immaginazione, quindi una figura che possono controllare rispetto ad un’immagine proposta da un illustratore. 

Facciamo attenzione anche al tono della voce narrante sempre per evitare di spaventarli, raccontiamo con animo tranquillo, senza drammatizzare o interpretare con differenti timbri di voce o atmosfere di paura la lotta con il drago o l’incontro con la strega così il bambino/la bambina può vivere dentro di sé la propria personale esperienza del male, ciò che lui può sopportare o immaginare e sarà solo una prova da superare sulla strada per il bene. 

Sono curiosa di saperne cosa state pensando riguardo a questa interpretazione delle fiabe e questo metodo di usarle come cibo per nutrire l’anima, come strumento di orientamento morale nella vita senza però spiegare ai bambini la nostra interpretazione della fiaba perché come dicevano proprio i fratelli Grimm “Nulla contrasta piú con lo spirito della fiaba che un fatto morale”. Le fiabe ci servono quel senso del mistero che è proprio del mito e che dichiarare significherebbe distruggere, paralizzare l’azione della fiaba nel bambino. 

Qui sotto i suggerimenti libri di fiabe imperdibili 🧚‍♀️

Per le fiabe dei fratelli Grimm vi consiglio l’edizione completa di 200 fiabe pubblicata da Einaudi con la traduzione di Clara Bovero - scrisse Italo Calvino a proposito di quest'edizione:

“Si deve la limpidezza con cui risaltano i vari registri stilistici del dettato popolare, e la spontaneità con cui anche poesiole e filastrocche sembrano nate nella nostra lingua".

Se volete invece le fiabe illustrate dei Fratelli Grimm avrò in libreria i bellissimi albi della casa editrice Edilibri per bimbi a partire dai 3 anni, poco conosciuti ma li scopriremo insieme anche in altre occasioni ♥️ e grazie a Camelozampa abbiamo albi illustrati anche per i più grandi 7+ anni dove si presenta la fiaba in versione integrale e fedele alla versione dei Fratelli Grimm.

Passiamo a Hans Christian Andersen e le sue 212 fiabe, nel 1903 la Casa editrice Hoepli pubblicò le “Quarante novelle” di Hans Christian Andersen, tradotte per la prima volta dal danese dalla veneziana Maria Pezzé Pascolato. Oggi l’editore riunisce in un solo volume le fiabe più belle e le relative illustrazioni senza toccare le traduzioni, per non tradire lo spirito di un classico della letteratura infantile tramandatosi da oltre 100 anni.

Se vogliamo un libro invece più affascinante, vi propongo la collana di pregio riccamente illustrata con inserti cartotecnici dell’editore Ippocampo, sono libri da collezionare questi e la raccolta di Andersen riunisce tredici tra le più belle storie dello scrittore danese tra cui: La sirenetta, Mignolina, La regina della neve, La principessa sul pisello, Il brutto anatroccolo, I vestiti nuovi dell’imperatore.

La fiaba ha origini più antiche della favola e la troviamo in ogni parte del mondo, è un compito difficile confinare una fiaba in un luogo: essa è nata per viaggiare e sopravvive grazie ai racconti orali. Alcune storie si ritrovano contemporaneamente in tanti posti, i dettagli cambiano, ma la struttura e il senso della fiaba rimangono gli stessi. Altre storie, invece, sembrano tenacemente legate a un territorio e in questo caso vi propongo il libro “Le più belle fiabe regionali italiane” di Guisa Risari, ognuna di esse racconta dell'Italia, delle sue tradizioni e dei suoi abitanti, 7+ anni. 

Ovviamente non possiamo non menzionare le Fiabe italiane di Italo Calvino e lo citiamo:

«Io credo questo: le fiabe sono vere. Sono, prese tutte insieme, nella loro sempre ripetuta e sempre varia casistica di vicende umane, una spiegazione generale della vita, nata in tempi remoti e serbata nel lento ruminio delle coscienze contadine fino a noi; sono il catalogo dei destini che possono darsi a un uomo e a una donna

La casa editrice Franco Cosimo Panin propone per bimbi a partire dai 6 anni una collana di fiabe illustrate dal Messico, Africa, India, Brasile, dalle regioni artiche, con testo che si propone di preservare intatta l’originalità della fiaba riproducendo la forza evocativa che ha nel mondo.

Anche la casa editrice Iperborea propone una serie dedicata alle fiabe scandinave. Una selezione che attinge alle prime versioni scritte di questi racconti popolari, per offri­re un ritratto il più possibile incontaminato dell’immaginario nordico. Vengono scritte sempre nell’Ottocento, quando l’Europa, sulla scia dei fratelli Grimm, riscopriva il valore letterario e la ricchezza della sua tradizione orale.

A presto con la terza e ultima puntata su questo ampio argomento delle fiabe che riguarda un approccio più moderno e cioè giocare con le fiabe come ci proponeva Gianni Rodari, intanto vi saluto e ci sentiamo 🫶🏼

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